L'arteriosclerosi |
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Pensando alle caverne calcaree si può constatare come goccia dopo goccia l'acqua satura di calce forma nel corso degli anni stalattiti e stalagmiti; lentamente, goccia dopo goccia sono sorte gigantesche formazioni di minerali inorganici. È esattamente lo stesso procedimento che ha luogo all'interno del nostro corpo a causa del carbonato di calcio e altri minerali inorganici presenti ovunque nell'acqua potabile (il carbonato di calcio, o la calce, è la componente principale per la produzione di cemento).
Quando questo catalizzatore entra nei processi chimici del corpo nel corso degli anni si ha un indurimento delle arterie, anche se la maggior parte della gente è convinta che questo fenomeno sia una conseguenza naturale dell'invecchiamento. Non esistono finora cure note per la terapia dell'indurimento delle arterie, si hanno a disposizione solo tecniche che consentono di liberare le arterie dai depositi inorganici, o addirittura permettono di sostituire alcuni tratti delle stesse. Se si osserva però l'intero sistema arterioso del corpo umano la pulizia di una sua minima parte risulta essere di poca utilità. Per ottenere un valido effetto salutare si dovrebbero liberare dalle incrostazioni inorganiche chilometri di arterie, vene e capillari. Tutto ciò si può prevenire non ingerendo minerali inorganici durante l'arco della vita. "L'uomo è tanto vecchio quanto lo sono le sue arterie": con questa espressione lo studioso Virchow sottolinea che vecchiaia e arteriosclerosi non procedono di pari passo, ma che quest'ultima può manifestarsi a quarantacinque anni oppure mai, neppure nelle persone molto anziane; l'insorgenza della patologia dipende dalla quantità di minerali inorganici ingeriti e quindi depositati nelle arterie.
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